Siate preparati: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica 10 agosto 2025
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di questa domenica, 10 agosto 2025, intitolato “Siate preparati”.
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La Parola ci invita a vivere la nostra fede, ad avere una prospettiva di fede sulla nostra vita e sulla storia. La fede non è una teoria da apprendere, ma una vita da abbracciare e godere.
Nella fede, dono di Dio, riconosciamo che ci è stato donato un grande Amore, che ci è stata rivolta una Parola buona e che, se accogliamo questa Parola, che è Gesù Cristo, lo Spirito Santo ci trasforma, illumina il nostro cammino verso il futuro e dà ali alla nostra speranza per percorrerlo con gioia (cfr Lumen Fidei 7).
La seconda lettura parla di questo e ci presenta Abramo, il padre di tutti i credenti: La fede è fondamento delle cose che si sperano e fondamento di quelle che non si vedono… Per fede Abramo obbedì alla chiamata e partì verso una terra che doveva ricevere in eredità. E partì senza sapere dove andava.
Ciò che viene chiesto ad Abramo è di confidare in questa Parola. La fede comprende che la Parola, quando pronunciata dal Dio fedele, diventa la cosa più sicura e incrollabile che ci sia. La fede accoglie questa Parola come una roccia salda, per costruire su di essa un fondamento solido (cfr. Lumen Fidei 9-10).
Avere fede significa entrare in una storia d’amore tra Dio e noi. Significa scoprire che Dio ti ama gratuitamente e iniziare a rispondere a questo Amore, che ti precede e su cui puoi contare per costruire la tua vita: Non temere, piccolo gregge, perché al Padre tuo è piaciuto darti il suo regno.
Significa lasciare che Dio passi attraverso la tua vita ogni giorno e incontrare Lui, che ti ama, ti desidera e ti cerca.
Chi crede vede; vede con una luce che illumina tutto il cammino, perché ci viene da Cristo risorto. Chi crede, accogliendo il dono della fede, si trasforma in una nuova creatura, riceve un nuovo essere, un essere filiale che diventa figlio nel Figlio. «Abbà, Padre» (cfr Lumen Fidei 1 e 19).
Per questo il Vangelo ci chiama a essere svegli, vigilanti, attenti perché il Signore entra nella tua vita: sto alla porta e busso; se tu mi apri, verrò da te e cenerò con te (cfr Ap 3,20).
Vegliate, perché oggi il Signore passa nella vostra vita: non siete soli; oggi il Signore parla al vostro cuore: illumina la vostra vita; oggi il Signore vi dona lo Spirito Santo: fa nuove tutte le cose; oggi il Signore vi dona fratelli e sorelle per camminare insieme verso la meta del cielo.
E dobbiamo essere vigilanti perché il vostro nemico, il diavolo, si aggira come un leone ruggente, cercando chi divorare (cfr 1 Pt 5,8). Dobbiamo essere vigilanti, perché il diavolo vuole rubare la vostra fede, la vostra comunità, la vostra vocazione, la vostra gioia, la vostra speranza… In breve, vuole condurvi alla solitudine, alla tristezza e alla disperazione.
Questa Parola ci invita anche a staccarci dalle cose materiali, perché dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore, e il Figlio dell’uomo verrà nell’ora in cui meno te l’aspetti, e non serve a nulla se guadagna il mondo intero e perde la propria anima.
Domenica scorsa, Papa Leone XIII ci ha ricordato che la pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo o da ciò che possediamo; è piuttosto legata a ciò che sappiamo accogliere e condividere con gioia. Comprare, accumulare e consumare non bastano. Occorre alzare lo sguardo, guardare in alto, verso le “cose del cielo”, per accorgersi che tutto ha senso, tra le realtà del mondo, solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità.
Come stai? Sei pronto per l’incontro con il Signore, che bussa oggi alla porta della tua vita ?
Vieni, Spirito Santo!
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