Sant’Ignazio oggi: bussola per giovani e influencer in cerca di senso
Dal Giubileo dei Giovani a Roma ai nuovi "influencer dell'anima", la sua eredità risuona potentemente nel XXI secolo
In un mondo in cui lo scorrimento è infinito e le notifiche competono con il silenzio, la figura di Sant’Ignazio di Loyola emerge come un maestro di grande attualità. Non è solo il fondatore dei Gesuiti, ma anche un coach del cuore, un coach spirituale ante litteram, in grado di illuminare la vita dei giovani, dei comunicatori, degli influencer e di chi cerca oggi.
Il desiderio profondo: la scintilla ignaziana
Ignazio non parte da regole o comandamenti. Parte dal desiderio. “L’uomo è creato per lodare, riverire e servire Dio nostro Signore, e attraverso questo salvare la sua anima”, scrive negli Esercizi Spirituali . Non si tratta di un approccio chiuso, ma piuttosto di un invito alla libertà. La prima cosa da fare è chiedersi: cosa sto veramente cercando? Nel mezzo del rumore digitale, questa domanda è più vitale che mai.
I giovani che hanno partecipato al Giubileo a Roma questo mese, come i comunicatori convocati da Papa Leone XIV, sentono questo bisogno: scoprire chi sono, perché sono qui e come vivere con uno scopo. Sant’Ignazio ci insegna a leggere i moti dell’anima, a distinguere la voce di Dio dal rumore dell’ego, della paura o della vanità.
Influencer con anima: discernere, decidere, agire
Ignazio parlava di “spiriti discernenti”. Oggi potremmo dire: imparare a filtrare non solo i contenuti, ma anche i pensieri, le motivazioni e i percorsi. Per chi vive nel mondo digitale, questa saggezza è fondamentale. Un influencer ignaziano non è qualcuno che accumula follower, ma qualcuno che li conduce all’essenziale, al vero, al bene.
In un recente messaggio ai comunicatori cattolici, Papa Leone XIV li ha esortati a essere “agenti di comunione, non semplici trasmettitori di informazioni”. Ignazio avrebbe aggiunto: Non lasciatevi guidare dal primo. Esaminate. Chiedete. Pregate. Decidete in pace.
Camminare con Gesù nella vita di tutti i giorni
Un’altra chiave ignaziana è l’incontro personale con Cristo. Non con un concetto, ma con una persona viva che cammina con te. Negli Esercizi, Ignazio ci invita a immaginare, contemplare e parlare con Gesù “come un amico parla con un altro amico”. Questa è una fede incarnata, intima e gioiosa.
A Roma, i giovani hanno riscoperto che Gesù non è solo nelle chiese, ma anche nei social network, nell’amicizia, nelle decisioni, nella creatività, nel servizio. Ignazio li incoraggiava: Non abbiate paura di sognare in grande. Se Dio è per voi, chi può essere contro di voi?
Un mondo da trasformare… dall’interno
La spiritualità ignaziana non è né intima né sfuggente. È profondamente trasformativa. Ci invita a “trovare Dio in ogni cosa” e a servire “in ogni cosa, ad amare e servire”. Dall’aula allo studio, da TikTok a una parrocchia, tutto è luogo di missione se c’è discernimento e amore.
Nei momenti di superficialità, Sant’Ignazio insegna la profondità. Nei momenti di dispersione, insegna la concentrazione. Nei momenti di ansia, insegna la pace.
Un santo per questa generazione
Sant’Ignazio non parlava di algoritmi, ma parlava di libertà interiore. Non conosceva i social media, ma conosceva le reti del cuore umano. Oggi, nel mezzo del Giubileo dei giovani e dei comunicatori cattolici, il suo messaggio è più attuale che mai: osate guardare dentro di voi. Ascoltate. Scegliete il meglio. E fatelo con tutto il cuore.
Vuoi approfondire? Prenditi un momento di silenzio. Chiediti onestamente:
Cosa mi muove dentro? Cosa mi dà pace? Dove sento Dio?
Sant’Ignazio vi direbbe: è lì che tutto ha inizio.
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