17 Marzo, 2026

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Santa Rosa da Lima intronizzata in Vaticano dal Papa

Un omaggio dal suo cuore peruviano

Santa Rosa da Lima intronizzata in Vaticano dal Papa

Una settimana di grande importanza per la Chiesa in Perù, con la visita “Ad Limina” a Roma di 46 vescovi per ribadire la loro fedeltà a Papa Leone XIV e alla sua Chiesa, per dialogare con lui e ascoltare i suoi consigli.

Nello stesso periodo, il presidente della Conferenza episcopale peruviana, Carlos García Camader, ha rivelato a Radio Programas de Perú (RPP) che la visita del Papa in Perù avverrà molto probabilmente nel mese di novembre di quest’anno, dopo le elezioni politiche, un viaggio che potrebbe coincidere con la visita apostolica in Argentina e Uruguay.

La visita si è conclusa sabato con l’inaugurazione di una statua di Santa Rosa e di un mosaico con invocazioni mariane provenienti dal Perù, nei Giardini Vaticani.

«Queste bellissime immagini che contempliamo oggi ci ricordano la grandezza della vocazione a cui Dio ci chiama, cioè la vocazione universale alla santità». Con queste parole, in perfetto spagnolo, il Prevosto si è rivolto ai presenti, esortandoli a «essere testimoni di questa santità nel mondo di oggi, perché questa è la volontà di Dio», ha detto.

L’immagine di Santa Rosa da Lima è stata scolpita dal giovane artista peruviano Edwin Morales ed è stata realizzata con marmo proveniente dalla città andina di Huancayo.

L’opera è stata commissionata alla Famiglia Artigiana Don Bosco, una comunità di giovani artisti formati da don Ugo De Censi, salesiano e fondatore dell’Operazione Mato Grosso, scomparso nel 2018.

Nella solennità della cerimonia, c’è stato spazio anche per l’umorismo, perché quando ha iniziato a piovere, il Santo Padre ha ricordato a tutti che l’acqua è benedetta…”

Il mosaico della Vergine, invece, è stato progettato dall’artista peruviano Lenin Álvarez, con l’Immacolata Concezione al centro e circondata da devozioni mariane diffuse in Perù: la Madonna della Porta, tre rappresentazioni della Madonna della Candelaria, della Madonna della Misericordia, della Madonna del Carmelo (associata alla promessa dello scapolare) e della Madonna dell’Evangelizzazione, che offre il rosario ai fedeli. La realizzazione del mosaico ha richiesto sei mesi di lavoro e la partecipazione di otto giovani artisti delle Scuole Officina Don Bosco, sotto la guida di Lenin Álvarez, scomparso nel 2018.

L’intensa settimana è iniziata lunedì 26  con la preghiera dei vescovi ai piedi della tomba di San Pietro, ha visto martedì una conferenza presso la Pontificia Università Gregoriana e ha registrato la visita dei vescovi ai dicasteri (ministeri) vaticani.

La conferenza all’Università Gregoriana

“Santa Rosa da Lima, la prima santa del Nuovo Mondo: riflessioni contemporanee”, è stato il convegno tenutosi martedì 27 gennaio presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, organizzato dall’Ambasciata del Perù presso la Santa Sede in collaborazione con la Pontificia Università Cattolica del Perù.

La conferenza si è aperta con il saluto del cardinale filippino Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, dato che il santo peruviano è anche il patrono delle Filippine.

Ha parlato padre Mark Andrew Lewis, rettore della Pontificia Università Gregoriana; hanno partecipato in videoconferenza anche Julio del Valle Ballón, rettore della Pontificia Università Cattolica del Perù; padre Marek Inglot, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche; e il cardinale Carlos Castillo Mattasoglio, arcivescovo di Lima e primate del Perù, il quale ha sottolineato che Santa Rosa, in quanto laica, ha vissuto con profondità la dimensione interiore.

La Governatrice dello Stato della Città del Vaticano, Suor Raffaella Petrini, nel suo discorso ha ricordato che «Rosa è la santa sempre giovane, colei che ha suscitato simpatia ed empatia in milioni di fedeli, non solo peruviani, ma provenienti da tutto il Nuovo Mondo, e il cui esempio e la cui fama si sono diffusi ovunque».

L’incontro è stato concluso dal nuovo ambasciatore del Perù presso la Santa Sede, Jorge Fernando Ponce San Román, che la scorsa settimana ha presentato le sue credenziali a Papa Leone XIV.

Una visita a sorpresa di Papa Leone XIV

Giovedì 29 a mezzogiorno, Papa Leone ha fatto una visita a sorpresa che ha entusiasmato i vescovi peruviani a Roma.

Quando tutto fu pronto per il pranzo presso l’Istituto Maria Bambina, situato di fronte al Colonnato del Bernini in Vaticano, dove alloggiavano i vescovi peruviani, il Santo Padre arrivò, benedisse la tavola e “si sedette con noi in un gesto di grande vicinanza e semplicità”, ha detto uno dei presenti.

Il vescovo di Ayacucho, Salvador Piñeiro, ha raccontato a RPP che il Papa lo ha invitato alla sua tavola e gli ha ricordato: “Sei stato tu a farmi vescovo”, un passaggio necessario prima di diventare Papa, commuovendolo fino alle lacrime. Gli hanno anche portato una torta perché due giorni prima era il compleanno del vescovo. Alla fine del pasto, il Papa ha ricevuto in dono un’icona rotonda raffigurante tutti i santi peruviani.

L’incontro con Leone XIV nel Palazzo Apostolico

Il momento più toccante della visita si è verificato la mattina di venerdì 30 gennaio. Il Papa ha ricevuto i vescovi peruviani, che hanno iniziato il loro viaggio apostolico pregando sulla tomba di San Pietro e lo hanno concluso con una messa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Il Santo Padre ha detto loro: «Vi prego di ricordare ai miei cari figli del Perù che il Papa li porta nel suo cuore e li ricorda con affetto, specialmente nelle sue preghiere». La visita, avvenuta nel contesto del 300° anniversario della canonizzazione di San Toribio de Mogrovejo, ha portato il Pontefice a ricordare loro: «Voi, cari fratelli e sorelle, siete il frutto del seme evangelico che questo santo vescovo ha seminato in quelle terre», ha detto, e ha ricordato che le sfide attuali esigono una rinnovata fedeltà al Vangelo, che deve essere annunciato nella sua interezza.

Li ha esortati a “vivere come gli Apostoli” e ha detto che “siamo chiamati a uscire per incontrare, ascoltare, accompagnare e comprendere, per condurre tutti a Dio”. Questa vicinanza dovrebbe essere per “le persone consacrate come per tutto il Popolo di Dio, con una speciale predilezione per i più vulnerabili e bisognosi”.

Ha anche ricordato loro: “Il Perù occupa un posto speciale nel mio cuore. Lì ho condiviso con voi gioie e difficoltà, ho imparato la fede semplice della sua gente e ho sperimentato la forza di una Chiesa che sa attendere anche in mezzo alle prove”.

Hernán Sergio Mora

Hernán Sergio Mora, periodista profesional de la Associazione Stampa Estera, nacido en Buenos Aires. Desde hace 30 años en Roma, trabajó para diversos medios, El País, BBC en español, Zenit.org. Ahora colabora con Exaudi