Papa Leone XIV esorta alla difesa della vita alla luce del Vangelo
In un incontro con la comunità cattolica del Principato di Monaco, il Pontefice ha sottolineato la centralità di Cristo e l'annuncio del Vangelo come servizio alla dignità umana
Papa Leone XIV si è rivolto alla comunità cattolica del Principato di Monaco il 28 marzo 2026, nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, durante la sua visita apostolica.
Nel suo discorso, il Papa ha iniziato citando le parole dell’apostolo Giovanni: «Davanti a Dio e in presenza di Dio abbiamo un avvocato: Gesù Cristo, il giusto (cfr. 1 Gv 2,1-2). Con queste parole l’apostolo Giovanni ci aiuta a comprendere il mistero della salvezza».
«Cristo è il centro dinamico, il cuore della nostra fede, ed è da questa centralità che vorrei rivolgermi a voi», ha detto il Papa, rivolgendosi ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose presenti.
Il dono della comunione
Riflettendo sul dono della comunione, Papa Leone XIV spiegò che «Gesù Cristo, il giusto, intercedendo per l’umanità presso il Padre, ci riconcilia con Lui e gli uni con gli altri. Non viene per eseguire un giudizio di condanna, ma per offrire a tutti la sua misericordia che purifica, guarisce, trasforma e ci rende partecipi dell’unica famiglia di Dio».
Ha aggiunto che “questa comunione è il segno preminente della Chiesa, chiamata ad essere nel mondo riflesso dell’amore di Dio, che non fa distinzioni (cfr. At 10,34)”. A questo proposito, ha sottolineato la ricchezza della Chiesa a Monaco: “un luogo, una realtà dove tutti trovano accoglienza e ospitalità, in quel mix sociale e culturale che è una vostra caratteristica tipica”.
Il Papa ha esortato affinché la realtà cosmopolita del piccolo Stato e le differenze socio-economiche non diventino nella Chiesa «occasione di divisione in classi sociali; al contrario, tutti sono accolti come persone e figli di Dio, e tutti sono destinatari di un dono di grazia che promuove la comunione, la fraternità e l’amore reciproco».
La proclamazione del Vangelo in difesa dell’uomo
Il Papa ha sottolineato che una Chiesa chiamata a farsi “avvocata”, cioè a difendere l’uomo nella sua integrità e tutti gli esseri umani, ha come primo servizio “illuminare la persona umana e la società affinché, alla luce di Cristo e della sua Parola, possano scoprire la propria identità, il senso della vita umana, il valore delle relazioni e della solidarietà sociale, il fine ultimo dell’esistenza e il destino della storia”.
Promuovere la vita
Leone XIV incoraggiò i presenti a “offrire un servizio appassionato e generoso nell’evangelizzazione. Proclamate il Vangelo della vita, della speranza e dell’amore; portate la luce del Vangelo a tutti, affinché la vita di ogni uomo e di ogni donna, dal concepimento alla morte naturale, sia difesa e promossa”.
Ha sottolineato l’importanza di garantire che «l’annuncio del Vangelo e le forme di fede, così profondamente radicate nella vostra identità e nella vostra società, siano preservate dal rischio di diventare una mera consuetudine, per quanto buona possa essere». A tal fine, li ha invitati a interrogarsi: «Stiamo davvero difendendo gli esseri umani? Stiamo proteggendo la dignità della persona tutelando la vita in tutte le sue fasi?».
Infine, il Papa ha chiesto di «tenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo, nostro avvocato presso il Padre, il che genera una fede radicata in una relazione personale con Lui, una fede che diventi testimonianza, capace di trasformare la vita e rinnovare la società».
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