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Mario J. Paredes

15 Luglio, 2025

5 min

La speranza non delude mai

Leadership cattolica della speranza

La speranza non delude mai

X Diploma Internazionale in Dottrina Sociale della Chiesa.

“La speranza non delude”. Questa semplice ma potente affermazione di San Paolo nella sua Lettera ai Romani (5,5) riassume accuratamente l’eredità spirituale lasciataci dal nostro amato Papa Francesco, che riposi in pace, quando ha proclamato il Giubileo della Speranza nel 2025 con la bolla papale “Spes non confundit”. Francesco è stato testimone instancabile di questa profonda certezza, radicata nella fedeltà amorevole di Dio, che non abbandona mai il suo popolo. In mezzo a tempi turbolenti e segnati dall’incertezza, ci ha invitato a riscoprire che la speranza cristiana non è ingenuità o un rifugio emotivo, ma piuttosto una forza ancorata a Dio, una forza propulsiva di impegno e una via verso la realizzazione.

Oggi, guardando il mondo che ci circonda, non è difficile avvertire il peso dello smarrimento. Guerre protratte, fame persistente, frammentazione sociale, crisi ecologiche ed economiche interpellano duramente le nostre coscienze. Sembra che il nostro tempo si sia smarrito, intrappolato in conflitti che lacerano le istituzioni e il cuore umano. Eppure è proprio su questa soglia di smarrimento che risuona ancora una volta la voce serena di Papa Francesco: la speranza non delude, perché non nasce da noi, ma dall’amore che Dio ha riversato nei nostri cuori.

Di fronte all’oscurità, la speranza cristiana non si ritira, si dispiega. È una forza lucida e trasformante. Non attende miracoli di comodo o risposte immediate, ma ci spinge ad abitare la storia con impegno, a tessere comunità, a offrire la nostra vita come lievito di riconciliazione. La speranza non è il contrario del dolore, ma la sua risposta più libera, perché dove la logica della paura paralizza, nasce la speranza attiva.

Questa è la vocazione che l’Accademia Internazionale dei Leader Cattolici ha abbracciato con determinazione. Fin dalla sua nascita – e con maggiore intensità ora, sotto il pontificato di Papa Leone XIV – la sua missione è quella di formare una nuova generazione di leader cattolici capaci di abitare il mondo con fede gioiosa e salda, con mente e cuore aperti. Uomini e donne che non si trincerano nel dogma, ma che si impegnano in un dialogo profondo. Che non impongono, ma ispirano; che non si sottraggono alle sfide di questo tempo, ma le affrontano con la luce del Vangelo e il desiderio di giustizia.

Ispirata dall’insegnamento e dallo stile pastorale di Francesco – che ci ha insegnato a guardare dalle periferie al centro, e dal centro ai margini dimenticati – l’Accademia è diventata una comunità internazionale viva dove giovani provenienti da oltre quindici Paesi scoprono che la speranza si può anche imparare e che la leadership non consiste nell’elevarsi, ma nel servire. Questa formazione, radicata nella Dottrina Sociale della Chiesa, coltiva in ogni studente la vocazione a essere segno di una Chiesa che cammina, ascolta e costruisce fraternità.

Questo ottobre, questa missione condivisa raggiungerà un momento cruciale: il X Diploma Internazionale in Dottrina Sociale della Chiesa, incentrato proprio sul tema: Leadership Cattolica della Speranza. Si terrà a Roma, in comunione con il Giubileo indetto da Papa Francesco e in risonanza con la nuova era pastorale di Papa Leone XIV, che ci incoraggia a una Chiesa sinodale, fraterna, coraggiosa e vicina.

Durante il corso – articolato in una fase virtuale e una in presenza – giovani leader politici, sociali, accademici ed ecclesiali si incontreranno per riflettere insieme sulla speranza. Non come un concetto vago, ma come una responsabilità concreta. Attraverso testimonianze, tavole rotonde, esposizioni teologiche e discernimento comunitario, si apriranno percorsi di azione, si illumineranno le ferite del mondo e si proporranno nuovi orizzonti. Ogni parola condivisa cercherà di rispondere a una domanda fondamentale: cosa significa oggi esercitare la leadership come forma di speranza incarnata?

Uno dei momenti più significativi sarà il pellegrinaggio alla Porta Santa della Basilica di San Pietro. Non come un rito isolato, ma come gesto ecclesiale di passaggio: varcare quella porta significherà, per molti, uscire dalla logica della disillusione e abbracciare una vita nuova, segnata dalla riconciliazione, dalla misericordia e dal servizio. Sarà anche segno visibile di una Chiesa che non si chiude in se stessa, ma si apre alle sofferenze del mondo con una parola di conforto e una mano tesa.

Questo incontro sarà anche un modo concreto di incarnare la chiamata del nuovo pontificato ad assumere, con responsabilità e umiltà, l’impegno di rinnovare la Chiesa dal di dentro, con l’audacia della fede e la saggezza dell’amore. L’Accademia, in questa fase, si sente chiamata a offrire spazi di formazione in cui la speranza non sia uno slogan superficiale, ma una disciplina spirituale e civica. Una speranza che permea tutta la vita.

Da qui, sostenuto dalla luminosa certezza che «la speranza non delude mai», vorrei rivolgere qualche parola a quanti, tra le lacerazioni del mondo odierno, continuano a sentire dentro di sé la silenziosa chiamata al servizio. A quanti si rifiutano di accettare che le cose restino come sono. A quanti credono – o almeno intuiscono – che il Vangelo, lungi dall’essere uno slogan del passato, può ancora fecondare con la sua linfa vitale i sentieri più ardui della politica, della cultura, dell’educazione e della vita pubblica.

Non si tratta di conquistare spazi, ma di abitare profondamente i margini; non si tratta di imporre risposte, ma di imparare ad ascoltare le domande. La leadership cattolica di cui abbiamo bisogno oggi non cerca di affermarsi come un’identità chiusa, ma piuttosto di offrirsi come lucida ospitalità. Una speranza che non è propaganda o facile consolazione, ma esercizio spirituale di vigilanza, umiltà e fedeltà.

Per questo motivo, noi che facciamo parte dell’Accademia Internazionale dei Leader Cattolici consideriamo questo Diploma Internazionale non come un semplice evento, ma come un’espressione viva del nostro impegno nell’aprire spazi in cui la speranza si rifletta, si condivida, si approfondisca e si traduca in impegno. In questo senso, Roma sarà più di una semplice sede: sarà il segno e il sacramento di una Chiesa in cammino, in ascolto e che risponde alla chiamata.

Oggi, forse più che mai, resta vero che la speranza, quando diventa uno stile di vita – nel seguire un Dio vivo e misericordioso, che ci chiama e ci riconcilia nel suo amore – e una scelta concreta – essere leader al servizio del bene comune di tutta la società – non delude mai.

Mario J. Paredes

Presidente ejecutivo de SOMOS Community Care, una red de 2,600 médicos independientes -en su mayoría de atención primaria- que atienden a cerca de un millón de los pacientes más vulnerables del Medicaid de la Ciudad de Nueva York