12 Febbraio, 2026

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«La Parola di Dio soddisfa la nostra sete di senso, di verità sulla nostra vita»

Papa Leone XIV approfondisce la Costituzione Dei Verbum durante l'Udienza Generale, sottolineando il ruolo della Scrittura nella Chiesa e il suo impulso missionario

«La Parola di Dio soddisfa la nostra sete di senso, di verità sulla nostra vita»

In un’Udienza Generale caratterizzata da profonde riflessioni sulla fede e sull’attualità, Papa Leone XIV ha proseguito la sua catechesi sulla Costituzione Dogmatica  Dei Verbum  del Concilio Vaticano II, sottolineando il legame vitale tra la Parola di Dio e la Chiesa. Davanti a migliaia di fedeli riuniti nell’Aula Paolo VI, il Pontefice ha sottolineato che la Sacra Scrittura non è un testo statico, ma una fonte inesauribile che svela il mistero di Dio e alimenta il cammino di fede dei credenti.

Il Santo Padre ha iniziato la sua omelia contrapponendo le “tante parole vuote” che circondano la vita quotidiana alla Parola di Dio, che “è l’unica parola sempre nuova: nello svelarci il mistero di Dio, è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze”. Secondo Leone XIV, la Chiesa è la “casa propria” della Scrittura, nata dal Popolo di Dio sotto l’ispirazione dello Spirito Santo e ad esso destinata. Nella comunità cristiana, la Bibbia trova il suo habitat per manifestare il suo significato e la sua potenza, proclamando Gesù Cristo come “Parola vivente del Padre” incarnata, la cui presenza salvifica è annunciata in tutte le Scritture per ogni persona e per l’intera umanità.

Citando spesso San Girolamo, il Papa ha ricordato che «l’ignoranza della Scrittura è ignoranza di Cristo» e ha presentato la Rivelazione come un dialogo amichevole in cui Dio parla all’umanità, soprattutto attraverso la lettura orante della Bibbia. Questa Parola, affidata alla Chiesa, sostiene e rafforza la comunità, chiamando tutti i fedeli – soprattutto nell’Eucaristia e nei sacramenti – ad abbeverarsi a questa fonte. Vescovi, sacerdoti, diaconi, catechisti, esegeti e teologi devono essere guidati dall’amore e dalla familiarità con la Scrittura, che costituisce il fondamento e l’anima della teologia.

Il Papa esprimeva l’ardente desiderio della Chiesa che la Parola raggiungesse ogni membro e ne alimentasse il cammino di fede, spingendo al tempo stesso la comunità ecclesiale oltre se stessa, aprendola continuamente alla missione per tutti. In questo contesto, Leone XIV invitava tutti ad aprire il cuore a questo dono “alla scuola di Maria, Madre della Chiesa”.

Rivolgendosi specificamente ai pellegrini polacchi, il Papa ha invocato i santi Cirillo e Metodio, apostoli degli Slavi e patroni dell’Europa, come modello per costruire una “nuova unità” nel continente, superando tensioni, divisioni e antagonismi religiosi e politici, seguendo l’esempio di san Giovanni Paolo II nella sua enciclica  Slavorum Apostoli .

Riferendosi all’attualità, Leone XIV ha ricordato l’inizio della Quaresima mercoledì prossimo, come un tempo per approfondire la conoscenza e l’amore del Signore, esaminare il nostro cuore e riconcentrarci su Gesù attraverso la preghiera, il digiuno e l’elemosina. In concomitanza con la Giornata Mondiale del Malato, il Papa ha acceso una candela davanti alla statua della Madonna di Lourdes nell’Aula Magna e ha pregato presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, unendosi spiritualmente alla celebrazione presso il Santuario di Nostra Signora della Pace a Chiclayo, in Perù, e affidando i malati e le loro famiglie alla protezione mariana.

Infine, il Santo Padre ha rivolto un appello alla solidarietà con le vittime delle gravi inondazioni in Colombia, esortando la comunità internazionale a sostenere le famiglie colpite attraverso la carità e la preghiera, affidandole anche alla Madonna di Lourdes. L’Udienza si è conclusa con benedizioni e un invito all’apertura al Vangelo in un mondo assetato di verità.

Testo integrale dell’udienza:

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI
Mercoledì, 11 febbraio 2026

 

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 5. La Parola di Dio nella vita della Chiesa

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Nella catechesi odierna ci soffermeremo sul legame profondo e vitale che esiste tra la Parola di Dio e la Chiesa, legame espresso dalla Costituzione conciliare Dei Verbum, al capitolo sesto. La Chiesa è il luogo proprio della Sacra Scrittura. Sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, la Bibbia è nata dal popolo di Dio e al popolo di Dio è destinata. Nella comunità cristiana essa ha, per così dire, il suo habitat: nella vita e nella fede della Chiesa trova infatti lo spazio in cui rivelare il proprio significato e manifestare la propria forza.

Il Vaticano II ricorda che «la Chiesa ha sempre venerato le divine scritture come ha fatto per il Corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli». Inoltre, «insieme con la Sacra Tradizione, la Chiesa le ha sempre considerate e le considera come la regola suprema della propria fede» (Dei Verbum, 21).

La Chiesa non smette mai di riflettere sul valore delle Sacre Scritture. Dopo il Concilio, un momento molto importante al riguardo è stata l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”, nell’ottobre 2008. Papa Benedetto XVI ne ha raccolto il frutto nell’Esortazione postsinodale Verbum Domini (30 settembre 2010), dove afferma: «Proprio il legame intrinseco tra Parola e fede mette in evidenza che l’autentica ermeneutica della Bibbia non può che essere nella fede ecclesiale, che ha nel “sì” di Maria il suo paradigma. […] Il luogo originario dell’interpretazione scritturistica è la vita della Chiesa» (n. 29).

Nella comunità ecclesiale la Scrittura trova dunque l’ambito in cui svolgere il suo compito peculiare e raggiungere il suo fine: far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio. «L’ignoranza della Scrittura – infatti – è ignoranza di Cristo». [1] Questa celebre espressione di San Girolamo ci ricorda lo scopo ultimo della lettura e della meditazione della Scrittura: conoscere Cristo e, attraverso di Lui, entrare in rapporto con Dio, rapporto che può essere inteso come una conversazione, un dialogo. E la Costituzione Dei Verbum ci ha presentato la Rivelazione proprio come un dialogo, nel quale Dio parla agli uomini come ad amici (cfr DV, 2). Questo avviene quando leggiamo la Bibbia in atteggiamento interiore di preghiera: allora Dio ci viene incontro ed entra in conversazione con noi.

La Sacra Scrittura, affidata alla Chiesa e da essa custodita e spiegata, svolge un ruolo attivo: infatti, con la sua efficacia e potenza dà sostegno e vigore alla comunità cristiana. Tutti i fedeli sono chiamati ad abbeverarsi a questa fonte, anzitutto nella celebrazione dell’Eucaristia e degli altri Sacramenti. L’amore per le Sacre Scritture e la familiarità con esse devono guidare chi svolge il ministero della Parola: vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti. Prezioso è il lavoro degli esegeti e di quanti praticano le scienze bibliche; e centrale è il posto della Scrittura per la teologia, che trova nella Parola di Dio il suo fondamento e la sua anima.

Ciò che la Chiesa ardentemente desidera è che la Parola di Dio possa raggiungere ogni suo membro e nutrirne il cammino di fede. Ma la Parola di Dio spinge la Chiesa anche al di là di sé stessa, la apre continuamente alla missione verso tutti. Infatti, viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote! A volte ascoltiamo anche parole sagge, che però non toccano il nostro destino ultimo. La Parola di Dio, invece, viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. Essa è l’unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze.

Carissimi, vivendo nella Chiesa si impara che la Sacra Scrittura è totalmente relativa a Gesù Cristo, e si sperimenta che questa è la ragione profonda del suo valore e della sua potenza. Cristo è la Parola vivente del Padre, il Verbo di Dio fatto carne. Tutte le Scritture annunciano la sua Persona e la sua presenza che salva, per ognuno di noi e per l’intera umanità. Apriamo dunque il cuore e la mente ad accogliere questo dono, alla scuola di Maria, Madre della Chiesa.

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[1] S. Girolamo,  Comm. in Is., Prol.:  PL 24, 17 B.

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Saluti

Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare saluto i partecipanti al corso di formazione sacerdotale promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce, la parrocchia Sacro Cuore di Andria e la Comunità della Risurrezione di Roma.

Il mio pensiero va infine ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La Vergine di Lourdes, che oggi festeggiamo, vi accompagni maternamente, interceda per voi presso Dio e vi ottenga le grazie che vi sostengano nel vostro cammino.

Al termine dell’Udienza mi recherò alla grotta di Lourdes nei Giardini vaticani e accenderò un cero, segno della mia preghiera per tutti gli ammalati, che oggi, Giornata Mondiale del Malato, ricordiamo con particolare affetto.

A tutti la mia benedizione!

Exaudi Redazione

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