In Polonia Radio Maryja festeggia l’anniversario della fondazione
Il card. Muller: È una voce che risveglia le coscienze, rafforza la fede e dà la speranza
Esattamente 34 anni fa, l’8 dicembre 1991, i padri redentoristi fondarono a Torun in Polonia l’emittente cattolica Radio Maryja. E proprio a Torun si sono svolti i festeggiamenti per ricordare tale anniversario. Il momento culminante delle celebrazioni è stata la Santa Messa, presieduta dal Cardinale Gerhard Ludwig Müller, ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che anche ha pronunciato un’omelia. Il presidente polacco Karol Nawrocki invece si è rivolto ai partecipanti all’incontro con una lettera che è stata letta dal Ministro Zbigniew Bogucki; i loro messaggi hanno mandato anche il capo del partito Legge e Giustizia, Jarosław Kaczyński, e l’ex ministro della giustizia, Zbigniew Ziobro.
Trentaquattro anni di funzionamento ma anche tre decadi di lotta per sopravvivere: fin dall’inizio della fondazione Radio Maryja, e successivamente anche la Televisione Trwam, hanno incontrato forti ostacoli da parte delle autorità. Anche dopo la trasformazione democratica del 1989 nella Polonia che doveva essere “libera” c’erano le forze impegnate nella lotta contro questi media cattolici. Coloro che volevano dominare lo spazio mediatico polacco sapevano che l’esistenza anche di un solo centro mediatico al servizio della verità rappresentasse una minaccia per l’intero sistema di manipolazione e menzogne spacciate tramite i media dominanti. Per i poteri forti in Polonia Radio Maryja era tanto più “pericolosa” perché divenne molto di più che un semplice mezzo di comunicazione: attorno all’emittente è nato un grande movimento sociale, la Famiglia di Radio Maryja. E grazie al sostegno della Famiglia di Radio Maryja, questa radio cattolica ha potuto diventare un’emittente nazionale e la Televisione Trwam ha potuto trasmettere sulla piattaforma digitale. Intorno alla Radio e alla Televisione sono nate tante altre opere: l’Accademia di Cultura Sociale e Mediatica, il Santuario della Beata Vergine Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione, e di San Giovanni Paolo II, nonché le fondazioni Nasza Przyszłość (Il Nostro Futuro) e Lux Veritatis; recentemente, anche il Museo “Memoria e Identità” di San Giovanni Paolo II. Tutte queste realtà partecipano attivamente alla formazione religiosa e patriottica dei polacchi.

Purtroppo, con la formazione, alla fine del 2023, del governo di coalizione di Donald Tusk, il più anticlericale dopo la svolta democratica, si sono intensificati gli attacchi contro Radio Maryja e il suo fondatore e direttore padre Tadeusz Rydzyk, i suoi collaboratori e l’intera Famiglia di Radio Maryja. Nel linciaggio di questi ambienti cattolici partecipano attivamente i media di sinistra e liberali, che sono spesso di proprietà straniera, in prevalenza tedesca. I media che da anni tentano d’imporre ideologie e politiche contrarie alla tradizione e alla cultura secolari del popolo polacco.
Al centro degli attacchi si trova sempre padre Tadeusz Rydzyk e l’ultimo atto di questa persecuzione è la convocazione del sacerdote alla Procura come testimone nel caso riguardante i fondi del Ministero della Cultura. La malignità della Procura si può constatare anche dal fatto che padre Rydzyk è stato convocato non alla procura vicina a Torun, a Bydgoszcz o eventualmente a Varsavia, ma a Rzeszow che si trova dall’altra parte della Polonia. Per di più, la data di convocazione è stata fissata per l’8 dicembre, la festa dell’Immacolata ed anche l’anniversario della fondazione di Radio Maryja (dopo le proteste della gente la convocazione è stata posticipata di qualche giorno). In questo modo padre Rydzyk ha potuto partecipare alle celebrazioni dell’anniversario della fondazione della “sua” Radio, ma queste mosse della Procura, che agisce secondo il diktat politico, mostrano per l’ennesima volta l’ostilità degli attuali governanti verso l’emittente cattolica.

* * *
L’omelia del card. Gerard Muller
Le celebrazioni per l’anniversario di Radio Maryja comprendevano l’Eucarestia presieduta dal Card. Gerhard Müller. Ecco i frammenti della sua omelia.
«Ci riuniamo qui oggi per cantare un inno di gratitudine a Dio, insieme a tutta la famiglia di Radio Maryja. Trentaquattro anni fa, un seme piantato nella terra di Toruń – un seme di preghiera, fede e speranza incrollabile – è cresciuto fino a diventare un albero possente, i cui rami ora abbracciano non solo la nostra patria, ma anche la diaspora polacca in tutto il mondo. Oggi celebriamo questo anniversario, ricordandolo con gratitudine nei nostri cuori. Sentiamo spesso nel Vangelo parlare di Giovanni Battista, che era “voce di uno che grida nel deserto”. Chiamò a preparare la via al Signore. Il mondo moderno, con il suo frastuono, il suo relativismo e la sua confusione, è spesso un deserto spirituale. Ha bisogno di una voce che chiami alla conversione, che indichi la via verso Cristo, che non abbia paura di proclamare la verità. Fin dall’inizio, Radio Maryja è diventata una voce di questo tipo nel deserto moderno. Una voce che non adula né scende a compromessi con lo spirito di questo mondo, ma con potenza e amore ci ricorda il Vangelo, la croce e i valori duraturi. È una voce che risveglia le coscienze, rafforza la fede e dà la speranza che possiamo vivere secondo Dio oggi».
«Radio Maryja nacque in un periodo di grande crisi spirituale, alla fine del sistema comunista, che non era solo politicamente oppressivo, ma soprattutto un sistema gnostico e pseudo-messianico che lottava contro Dio. In questo senso, la sua creazione può essere letta come l’adempimento della profezia della vittoria della Donna sul Drago (Apocalisse 12:1-17). Mentre il mondo viveva nel chronos – un tempo lineare e materialista – Radio Maryja divenne uno spazio di kairos – un tempo di grazia, un tempo di apertura alla trascendenza. Divenne uno strumento per ripristinare il sacro in un mondo desacralizzato».
«I discepoli di Gesù ascoltano la Sua voce: andate, predicate! Radio Maryja è stata fedele a questa chiamata fin dall’inizio. Il padre fondatore (padre Tadeusz Rydzyk), insieme ai suoi primi collaboratori, accolse questa chiamata e questa sfida divina. Prese il microfono come strumento per lavorare per il Regno dei Cieli. E così, nel corso degli anni, questa radio è diventata un potente strumento di evangelizzazione, catechesi, formazione della coscienza e costruzione di una comunità nazionale. Questa non è una normale stazione radio: è una vera e propria “scuola di fede e patriottismo”, come viene spesso definita. Giorno dopo giorno, Radio Maryja si impegna affinché la parola che emana dalle sue antenne sia una parola a somiglianza della Parola di Dio. Essere una parola di verità che libera; una parola di speranza che eleva; una parola d’amore che unisce; una parola di fede che rafforza. Questa parola non è un suono vuoto, ma una parola che deve diventare “carne”, cioè concreta nella vita di ogni ascoltatore: nella sua famiglia, al lavoro, nella sua comunità locale. È una parola che crea comunità: la grande famiglia di Radio Maryja».
«In un’epoca di civiltà della morte, relativismo e nuova ideologia totalitaria di genere, Radio Maryja ha intrapreso una missione profetica. Come i profeti dell’Antico Testamento, non ha paura di dire verità scomode, denunciare il peccato e invitare alla conversione. Di fronte alla riduzione dell’umanità a dimensioni biologiche, psicologiche ed economiche, Radio Maryja proclama una visione olistica della persona umana come imago Dei, chiamata alla comunione con Dio e con gli altri. Di fronte alla rivoluzione culturale che attacca la famiglia, sostiene la teologia del matrimonio e della famiglia come communio personarum, riflesso vivente del Dio Uno e Trino. In un’epoca di relativismo etico, Radio Maryja si impegna a formare coscienze mature capaci di discernimento morale in una realtà complessa. È uno strumento per realizzare la chiamata universale alla santità. I fedeli riuniti attorno a Radio Maryja sono diventati portatori viventi del carisma profetico – il sensus fidei – che si manifesta nella capacità di discernere i segni dei tempi alla luce della fede (LG 12) (…) È una battaglia nell’arena spirituale (Ef 6,12). Ogni programma, ogni preghiera, ogni dichiarazione in difesa della fede e della famiglia è un elemento fondamentale per costruire l'”arca dell’alleanza” per i nostri tempi. È l’adempimento del comando di Cristo: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura!” (Mc 16,15)».
«Il mondo ha bisogno di questa voce più che mai. Ha bisogno di Radio Maryja. Che questo anniversario sia per noi non solo un ricordo, ma anche un nuovo impegno».
«Che la Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina della Polonia, che ha vegliato su quest’opera fin dall’inizio, la circondi con la sua protezione, interceda per le grazie necessarie e la guidi avanti – per la gloria di Dio, per la salvezza delle anime e per il bene dell’amata patria».
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