08 Aprile, 2026

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Il card. Dziwisz visita la tomba dei genitori di Giovanni Paolo II

Karol Wojtyła perse i suoi cari molto presto. Quando nel 1941 morì suo padre rimase solo: prima perse la sua amata madre ed anche il fratello. Per tutta la vita andò in visita sulla tomba dei genitori e del fratello che si trova a Cracovia, al cimitero Rakowicki. Lo fece da sacerdote, vescovo, cardinale; lo […]

Il card. Dziwisz visita la tomba dei genitori di Giovanni Paolo II
Foto Andrea Nardotto

Karol Wojtyła perse i suoi cari molto presto. Quando nel 1941 morì suo padre rimase solo: prima perse la sua amata madre ed anche il fratello. Per tutta la vita andò in visita sulla tomba dei genitori e del fratello che si trova a Cracovia, al cimitero Rakowicki. Lo fece da sacerdote, vescovo, cardinale; lo fece anche da Papa durante i suoi viaggi in Polonia. Da poeta ha dedicato alla madre una commovente poesia ispirata probabilmente da una di queste visite sulla tomba di famiglia.

«Sulla tua tomba bianca

fioriscono bianchi fiori della vita.

Oh, quanti anni sono stati senza di te,

quanti anni fa?

Sulla tua tomba bianca

da tanti anni già chiusa:

come se in alto qualcosa si innalzasse,

come la morte incomprensibile.

Sulla tua tomba bianca,

o madre, mio spento amore,

con tanto affetto filiale

faccio preghiera:

Dio, donale eterno riposo»

Emilia Kaczorowska in Wojtyła morì il 13 aprile 1929. Lasciò il marito, Karol Wojtyła, e due figli: il maggiore Edmund e il giovane Karol junior, il futuro papa. La salma di Emilia fu portata a Cracovia, al cimitero di Rakowicki, e seppellita in una tomba già esistente che apparteneva ai suoi parenti. Nel 1934 Karol Wojtyla senior fece costruire nella parte militare del cimitero le tombe delle famiglie Wojtyła e Kaczorowski ed è lì che fu spostato il corpo della mamma di Giovanni Paolo II e si trova adesso.

A fianco ad Emilia fu seppellito Edmund Antoni Wojtyła, il figlio primogenito dei Wojtyła. Nacque il 28 agosto 1906. Nel 1924, diede l’esame di maturità e successivamente, negli anni 1924-1929, studiò presso la Facoltà di Medicina dell’Università Jagellonica di Cracovia. Finì gli studi di Medicina nel 1930 e cominciò a lavorare prima in un ospedale pediatrico a Cracovia poi, dal 1931, nella città di Bielsko. Nel 1932, il dottor Wojtyła divenne capo del reparto di malattie infettive e lì contrasse da una giovane malata la scarlattina, malattia allora mortale. Morì in pochi giorni. Per Karol, che aveva 12 anni, fu un momento drammatico. Come rivelò nella conversazione con André Frossard: “La morte di mia madre mi si è profondamente incisa nella memoria, e forse più ancora quella di mio fratello, a causa delle circostanze drammatiche in cui avvenne, e perché io ero più maturo”. Prima Edmund fu sepolto a Bielsko, ma dopo la sua bara fu trasferita nella tomba di famiglia nel cimitero di Rakowicki a Cracovia.

Nel 1938 Karol Wojtyła junior si trasferì con il padre a Cracovia. Vivevano in un modesto appartamento in via Tyniecka 10. Durante la guerra che scoppiò nel 1939 il giovane Karol lavorava nella fabbrica Solvay e ogni giorno portava a casa nelle gavette il cibo cucinato da una famiglia amica, i Kydryński. Il 18 febbraio 1941 il giovane operaio Karol di ritorno dal lavoro nelle cave trovò suo padre morto. Alla conoscente confessò: “Non ero presente alla morte di mia madre, non ero presente alla morte di mio fratello, non ero presente alla morte di mio padre”. Anni dopo, in una conversazione privata con un amico in Vaticano, Giovanni Paolo II ricordò quella notte dopo la morte del padre. “Non mi sono mai sentito così solo”, confessò. Il funerale ebbe luogo il 22 febbraio 1941 al cimitero Rakowicki, dove Karol senior fu sepolto in una tomba accanto alla moglie e al figlio Edmund.

La tomba dei genitori di san Giovanni Paolo II è meta di visite di tanta gente, segno del culto diffuso verso questi due Servi di Dio. Alla vigilia delle celebrazioni di Ognissanti anche il cardinale Stanisław Dziwisz ha visitato il cimitero Rakowicki per pregare sulla tomba di Emilia, Karol ed Edmund Wojtyła (foto Arcidiocesi di Cracovia).

Foto Andrea Nardotto

Wlodzimierz Redzioch

Wlodzimierz Redzioch è nato a Czestochowa (Polonia), si è laureato in Ingegneria nel Politecnico. Dopo aver continuato gli studi nell’Università di Varsavia, presso l’Istituto degli Studi africani, nel 1980 ha lavorato presso il Centro per i pellegrini polacchi a Roma. Dal 1981 al 2012 ha lavorato presso L’Osservatore romano. Dal 1995 collabora con il settimanale cattolico polacco Niedziela come corrispondente dal Vaticano e dall’Italia. Per la sua attività di vaticanista il 23 settembre 2000 ha ricevuto in Polonia il premio cattolico per il giornalismo «Mater Verbi»; mentre il 14 luglio 2006 Sua Santità Benedetto XVI gli ha conferito il titolo di commendatore dell’Ordine di San Silvestro papa. Autore prolifico, ha scritto diversi volumi sul Vaticano e guide ai due principali santuari mariani: Lourdes e Fatima. Promotore in Polonia del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. In occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II ha pubblicato il libro “Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici e i collaboratori raccontano” (Edizioni Ares, Milano 2014), con 22 interviste, compresa la testimonianza d’eccezione di Papa emerito Benedetto XVI. Nel 2024, per commemorare il 40mo anniversario dell’assassinio di don Jerzy Popiełuszko, ha pubblicato la sua biografia “Jerzy Popiełuszko. Martire del comunismo” (Edizioni Ares Milano 2024).