Benedetto colui che viene nel nome del Signore: Commento di Padre Jorge Miró
Domenica delle Palme, 29 marzo 2026
Padre Jorge Miró condivide con i lettori di Exaudi il suo commento al Vangelo di domenica 29 marzo 2026, intitolato “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”.
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In questi giorni santi, celebreremo il Mistero Pasquale di nostro Signore Gesù Cristo. Anche noi – tu ed io – siamo chiamati a vivere il Mistero Pasquale . Viverlo non significa rimanere spettatori che osservano dall’esterno uno spettacolo forse suggestivo, ma che, nel profondo, non ha nulla a che fare con la nostra vita, bensì porci ai piedi del Signore per contemplarlo . Contemplare non significa solo guardare; contemplare significa avere lo sguardo della fede per entrare nel mistero che celebriamo e lasciare che il mistero ci parli , che parli a te nella tua vita. E questa contemplazione del mistero dell’amore di Dio ti condurrà a seguire Gesù Cristo, a incontrarlo e a sperimentare nella tua vita ciò che celebriamo nel Mistero Pasquale.
Non possiamo seguire Gesù da lontano , come il povero Pietro quando lo portarono a casa del sommo sacerdote. Seguiamo Gesù “da lontano” quando non gli permettiamo di essere il Signore di tutta la nostra vita, quando fuggiamo dalla croce, quando ascoltiamo la sua voce solo quando ci fa comodo, quando poniamo delle condizioni per seguirlo…
Non siamo chiamati a “stare lontani”, ma siamo invitati a sederci a tavola con Gesù : ” Ho desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con voi, con voi!”.
Il Signore desidera celebrare la Pasqua con voi!
Tutta la vita di un cristiano è incentrata sul vivere il Mistero Pasquale. L’intero Vangelo è l’ascesa del Signore a Gerusalemme. E così è anche l’intera vita di un cristiano. “Salire a Gerusalemme” è molto più di una semplice ascesa geografica; è un’ascesa esistenziale: significa prendere la propria croce e incontrare il Signore in essa ; vivere in obbedienza alla volontà di Dio e sperimentare la sua vittoria nella propria vita; vedere come lo Spirito Santo rinnova la propria vita . Significa vivere ogni cosa con il Signore.
La processione delle palme esprime visibilmente la nostra processione interiore .
Siamo chiamati a salire con il Signore a Gerusalemme per celebrare la Pasqua con Lui , che si è umiliato, facendosi obbediente fino alla morte, alla morte di croce. Perciò Dio lo ha esaltato sopra ogni cosa… e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
Perché scendendo si sale in cielo .
La seconda lettura ci ha parlato chiaramente. Due modi di vivere: Adamo , essendo uomo, voleva essere come Dio, ma senza Dio, voleva ascendere al cielo “scalando”, e la sua sfiducia e disobbedienza ci hanno portato alla rovina. Cristo , il nuovo Adamo, essendo Dio, si è spogliato di sé stesso, assumendo la forma di servo, è stato obbediente fino alla morte e ci ha portato la redenzione.
E questa è la lotta quotidiana: seguire Adamo o seguire Gesù Cristo. La scelta è tua. Rimarrai uno spettatore? Oppure accetterai l’invito a sederti a tavola con Gesù?
Vieni, Spirito Santo! (cfr. Lc 11, 13).
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