Angel David: dall’ateismo a una vita di dedizione
Angel David Alvarez Ramirez, seminarista messicano
Ángel David Álvarez Ramírez, seminarista messicano, è consapevole del dono ricevuto per studiare e formarsi come sacerdote. Originario della diocesi di Tabasco, ha frequentato le Facoltà Ecclesiastiche dell’Università di Navarra per prepararsi all’ordinazione. Risiede presso il Seminario Internazionale di Bidasoa.
L’ateismo pratico è uno stile di vita che agisce come se Dio non esistesse, senza bisogno di dibattito filosofico o negazione formale. Si manifesta nell’assenza di motivazione religiosa, nell’indifferenza verso questioni trascendenti o divine e nell’esclusione della religione dalla vita quotidiana.
A 20 anni, Ángel David, seminarista messicano, è consapevole del dono ricevuto: studiare e formarsi come sacerdote presso l’Università di Navarra a Pamplona. La sua storia è una storia di conversione e speranza, di come Dio possa trasformare una famiglia lontana dalla fede in una casa di comunione con Cristo.
“Vedere i miei genitori riscoprire la fede è stato il seme della vocazione che Dio ha posto in me e che continua a coltivare ogni giorno”, sottolinea Ángel David.
Dall’ateismo pratico alla fede
Ángel David è cresciuto in una famiglia numerosa: cinque fratelli e genitori che, come lui stesso afferma, erano credenti, ma vivevano un ateismo pratico. “Non vedevamo Dio nella nostra vita quotidiana, e tanto meno andavamo a Messa”, racconta.
Tutto cambiò quando decisero di tornare alla fede, di ricevere i sacramenti e di sposarsi in chiesa. “Ora i miei genitori sono impegnati nell’evangelizzazione”, dice con gratitudine. Quella trasformazione familiare fu anche il terreno fertile in cui la sua vocazione mise radici.
Nel momento in cui sentì la chiamata
Il suo primo incontro serio con la fede fu la preparazione alla Prima Comunione. Quella che era iniziata come una tradizione divenne presto una chiamata interiore. “Dio aveva altri piani per me”, dice sorridendo. Essere chierichetto gli permise di vivere la liturgia in prima persona e, nel silenzio della Messa, capì che la sua vita non apparteneva solo a lui.
«Il momento speciale è stato durante una Santa Messa », ricorda. «Il sacerdote aveva una cinquantina di persone da confessare, e pensavo fosse impossibile per lui raggiungerle tutte. Mi chiedevo se un giorno sarei potuto essere io a offrire il perdono di Dio… e in quel momento, Lui ha piantato il seme della mia vocazione», racconta serenamente.
Tabasco, terra di fede che si confronta con il secolarismo
La sua diocesi d’origine, Tabasco, situata nel Messico sudorientale, è una terra calda non solo per il clima, ma anche per la fede della sua gente. Con circa un milione e mezzo di abitanti, il 64% dei quali si identifica come cattolico. Conta 250 sacerdoti e 120 parrocchie.
Tuttavia, come molte altre regioni, si trova ad affrontare sfide crescenti. “La sfida più grande è il secolarismo e il materialismo tra i giovani”, spiega Ángel David. “Questo materialismo porta a una mancanza di impegno verso la Chiesa. Inoltre, l’ascesa di varie religioni e sette ha causato un certo declino del cattolicesimo”.
Devozione alla Vergine di Guadalupe
Nonostante la crescente secolarizzazione, Tabasco è una diocesi vivace, caratterizzata dalla gioia e dall’ospitalità della sua gente. Le sue comunità rurali conservano profondamente le tradizioni cristiane, nonostante la modernità e la globalizzazione abbiano portato con sé un clima di indifferenza religiosa.
Ciononostante, la devozione popolare, in particolare quella alla Madonna di Guadalupe, rimane fonte di speranza. “In Messico, la Madonna di Guadalupe è vista come una madre amorevole che veglia sempre su di noi e intercede presso Dio per noi”, afferma il giovane seminarista. “Il 12 dicembre, festa della nostra patrona, anche persone di altre religioni o atei vengono a recitare il rosario davanti a lei. Sembra uno scherzo, ma è la verità”, afferma con emozione.
Un fatto che lo sorprese della Spagna
Arrivato in Spagna, pensò che anche quella fosse una terra con una grande devozione mariana. Non aveva torto, anche se, d’altro canto, alcune cose lo sorpresero. “Sono rimasto molto sorpreso nel vedere, per esempio, che un giorno, a una Santa Messa, c’erano solo tre persone”, confessa.
Ciò che lo ha colpito è stato il fatto che i pochi giovani e adolescenti in Spagna che partecipano alla messa domenicale siano molto impegnati nella loro fede.
Evangelizzare nella società odierna
Alla domanda su come evangelizzare oggi, la sua risposta è chiara: “Non si tratta di mostrare un Dio di giustizia o di punizione, ma il vero Padre Misericordioso, pieno di amore, che sempre ci perdona e ci cerca”.
Le sue parole risuonano con la vicinanza pastorale che egli immagina per i sacerdoti del XXI secolo: “Il sacerdote di questo tempo deve essere sano, saggio e santo. Sapere vivere nel mondo, ma non del mondo. E deve anche imparare a usare i social media come ponte per l’evangelizzazione, anche se con cautela per non isolarsi o cadere nella disinformazione”.
Ángel David Álvarez Ramírez, un giovane di Tabasco che frequenta il terzo anno di liceo in Teologia e che, dal cuore della Navarra, si prepara a tornare un giorno nella sua terra natale come sacerdote.
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