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27 Marzo, 2026

10 min

Amore autentico: da persona a persona

Dall'infatuazione all'impegno: il cammino verso un amore vero e duraturo

Amore autentico: da persona a persona

1. Amore autentico: l’amore per il dare

Amore autentico: per sempre e dal profondo del mio cuore

Con una vocazione per l’eternità

Il romanticismo dell’innamoramento preannuncia la realizzazione che ogni amore autentico attende.

Nella promettente scintilla del Romanticismo è presente, talvolta inconsciamente, l’imperativo di un modo di amare solido e duraturo. Un amore diverso, un amore autentico, che trascenda la natura effimera dell’attrazione fisica e delle emozioni, più o meno intense ma sempre instabili.

Saper distinguere tra i due amori e includere il primo nel secondo,  senza sopprimerlo,  è essenziale per costruire un matrimonio solido, scoprirne le dinamiche e portarlo alla sua pienezza e felicità.

Perché, sebbene sia solitamente radicato nell’infatuazione e non le sia affatto contrario, l’atto di donare è un altro modo di amare.

Nasce con una vocazione per l’eternità: per sempre.

L’amore autentico nasce con una vocazione per l’eternità:
per sempre!

Ancorato nella parte più profonda della persona

L’amore autentico mette indubbiamente in gioco le dimensioni effimere dell’uomo o della donna, legate alla materia.

Ma coinvolge la persona nella sua interezza.

Attivo, almeno:

  • tutto il vigore della  comprensione;
  • la forza di  volontà senza pari;
  • la  libera capacità  di edificare se stessi e di fare del bene agli altri;
  • E la  propensione al dono di sé  , che, come sintesi di tutto quanto sopra, è la condizione stessa della persona!

In altre parole, conduce alla scoperta di qualcosa di unico, profondo e grandioso, dotato di una ricchezza e densità intime che solo un’intelligenza veramente innamorata è in grado di apprezzare.

Una persona , più che una cosa, che si eleva infinitamente al di sopra dell’attrattiva esteriore e ha la capacità di risvegliare in noi anche emozioni indelebili.

L’amore autentico ci rivela
la grandezza più intima e profonda
della persona che amiamo.

Scopritore della “persona” amata

Una simile forma d’amore non può essere sperimentata da coloro che vivono in superficie.

Si costruisce unicamente attraverso la donazione reciproca e volontaria delle persone, dell’intera persona irripetibile: del suo  essere.

Una resa che non va mai confusa con tremori sentimentali, né, tanto meno, con il mero commercio di corpi.

Da quando emerge questo nuovo tipo di amore, l’amore autentico, ciò che conta di più, ben al di sopra di ogni altra cosa,  è chi sei. Ciò che  sei – socialmente, economicamente o culturalmente – e  come  sei – più o meno attraente, esuberante, intelligente, ecc. –  diventano tutti secondari. 

Quando sboccia un amore autentico,
“ciò che” sei e “come” sei
contano molto meno di “chi” sei.

Destinato alla consegna

L’amore autentico ha come oggetto o fine una persona unica e irripetibile, con una vocazione per l’eternità, chiamata a mantenere per sempre un intimo dialogo d’amore con Dio e perciò meravigliosa e capace di dare pieno senso alla mia vita.

E da ciò nasce il desiderio reciproco di  un impegno personale .

Un desiderio che può essere esemplificato da questo dialogo idealizzato, ipotetico e un po’ sdolcinato tra due persone che si amano veramente:

  • Ti amo e vorrei dimostrartelo dandoti il ​​meglio di me.
  • Beh, la cosa migliore che hai e che potresti darmi sei tu stesso.
  • Okay: ti dono la mia vita, ti dono tutto ciò che sono.
  • Ebbene, anch’io, per tutta la mia esistenza, sarò tutto e solo tuo.

Ti dono la mia stessa persona,
la cosa più preziosa che possiedo,
l’unica cosa veramente preziosa che ho (e che sono).

Ribadimento e rafforzamento della consegna “personale” attraverso i regali

Da quel momento in poi, i doni che gli innamorati si scambiano tendono a moltiplicarsi.

Ma soprattutto, cambiano il loro significato.

Non hanno lo scopo esclusivo o primario di servire come mezzo per ingraziarsi l’altra persona, per disporla favorevolmente, per ottenere il suo apprezzamento, la sua amicizia e la sua fiducia.

Nel profondo, anche se spesso non se ne rendono conto, questi doni sono un simbolo o un segno della reciproca, attesa e desiderata resa di  sé stessi .

«Dono, presente, offerta? / Puro simbolo, segno / che voglio donare a me stesso», scrisse Salinas in modo appropriato.

O, in parole più semplici, con le quali qualsiasi innamorato appassionato sarebbe prontamente d’accordo:

  • Vorrei poter vivere con te per sempre, ma non posso essere in più di un posto alla volta e i miei impegni spesso ci costringono alla separazione fisica.
  • Perciò vi lascio, affinché sia ​​sempre con voi, la cosa più preziosa che io abbia mai trovato; e ve la dono con tanto amore che in questo dono c’è veramente me stesso!

Il vero dono di chi si ama
è sempre l’incarnazione della persona stessa.

Amore autentico o strettamente personale: tra una persona e un’altra

Tutto alla luce della grandezza personale

Come si può notare, la chiave del drastico cambiamento che ho appena proposto ruota attorno a una realtà piuttosto chiara: l’affermazione di valori strettamente  personali , che l’amore autentico pone sempre in primo piano.

A prescindere da come venga raggiunto e dalla sua natura più o meno esplicita e osservabile, all’inizio dell’amore che si dona c’è sempre la scoperta della  persona  amata, che a sua volta fa vibrare le nostre  fibre personali più nascoste  .

Le qualità, anche quelle lodevoli, della persona che ci affascina non contano più da sole.

L’amore autentico nasce dal  profondo  e va  oltre:  percepisce con particolare perspicacia la grandezza unica e personale della persona amata.

È come se tutta la meraviglia della condizione di essere persona  —perfectissimum in tota natura : la cosa più perfetta (il “più perfetto”) che possa esistere, come dicevano i classici — fosse percepita con irresistibile vigore incarnata in un certo soggetto del sesso opposto, con il quale si desidera condividere la propria esistenza.

Come se quella meraviglia di bontà e bellezza, ancorata all’incomparabile nobiltà del suo  essere personale , elevasse al suo rango sublime ogni singolo membro di colui che amiamo:

  • le loro qualità, che ci avevano sempre attratto,
  • ma anche le sue carenze e i suoi difetti,
    • cosicché anche questi, appartenendo al soggetto amato, si incorporino nell’ineffabile, compatta e intima unità della persona intera e diventino a loro volta oggetto d’amore.

L’amore autentico
percepisce con particolare perspicacia
la grandezza personale e unica della persona amata.

Nell’amore autentico, “ogni cosa” viene amplificata dal carattere unico e irripetibile della persona amata.

D’altra parte, e questo punto ha anche implicazioni pratiche, le virtù fisiche o spirituali che ci hanno attratto fino ad allora e continuano ad affascinarci ora, sono contraddistinte dalla  natura unica  e singolare della persona amata.

Essi cessano di essere comuni o simili a quelli di altri individui e, per questo motivo, la possibilità e la tentazione di sentirsi attratti da attributi simili in altre persone si attenuano quasi all’infinito:

Come  ricorda Ortega,  .

  • Nulla immunizza un uomo contro altre attrazioni sessuali quanto l’entusiasmo amoroso per una donna in particolare.

Ogni aspetto della persona amata è unico,
impossibile da ritrovare in un’altra persona.

2. Amore autentico, devozione, felicità

Consegna  libera e volontaria  della persona

L’amore autentico ci porta fuori da noi stessi e ci conduce verso l’altro.

E proprio lì, nella resa diretta e completa della persona, risiede la chiave del successo.

Mentre l’attrazione e i sentimenti semplici derivavano in qualche modo dall’egocentrismo, tendendo a soddisfare  il nostro  desiderio di stare con chiunque volessimo, l’amore autentico o che si dona completamente inverte radicalmente questa situazione.

Ci porta fuori da noi stessi e ci conduce a riconoscere e desiderare, attraverso la comprensione e la volontà, il bene della persona amata: il suo bene più reale e concreto, non un bene generico, offuscato e confuso in una nube di effluvi romantici.

Questo modo di amare, caratteristico del matrimonio e spesso noto come  amore sponsale  o  coniugale,  culmina inevitabilmente nel dono di sé:

  • Conduce a offrirsi all’altro con totale generosità, a mettersi completamente al suo servizio, a donare la propria persona intera, ricevuta incondizionatamente dal coniuge.

Non si tratta solo di piacere, né solo di affetto, né di risonanza emotiva. Si tratta di donare il bene più prezioso che possediamo, noi stessi, che è ciò che l’altro, più o meno consapevolmente, desidera e in ogni caso necessita: non ciò che noi desideriamo e dobbiamo dare, e che quindi ci fa piacere.

La gioia profonda e duratura, l’effetto dell’amore nel suo senso più alto, dell’amore autentico, nasce proprio da questa resa infinita e gratuita: compiuta non in vista di un interesse o di un godimento certo, sempre effimero, ma per la perfezione e la felicità dell’altro, per la sua definitiva crescita personale.

L’amore che nasce dall’attrazione e dai sentimenti
ruota attorno a se stessi;
l’amore autentico (quello del donare)
ci rende attenti alla persona amata.

Un amore difficile da comprendere oggi

Amore romantico o amore altruistico…

Come possiamo comprendere meglio la differenza tra questi due modi di amare? Come possiamo davvero capire che il vero amore conduce sempre al dono di sé, al sacrificio altruistico, al di là del piacere e della soddisfazione personale, pur includendoli ogni qualvolta sia possibile?

Forse oggi non è facile, a causa di diversi fattori da considerare.

Nello specifico:

  • che la nostra è in gran parte una società intrisa di individualismo egocentrico, che fa sì che tutto ruoti intorno a se stessi;
  • che è inoltre permeato dall’utilitarismo, ovvero dal desiderio di trarre un beneficio individuale da tutto ciò che facciamo;
  • che ciò si cristallizzi in una civiltà del “usa e getta” o, come è stato autorevolmente scritto, in “una civiltà delle  cose  e non delle  persone , una civiltà in cui le persone vengono usate come se fossero cose”;
  • E che in un simile contesto, quello della “civiltà del piacere, la donna può diventare un oggetto per l’uomo, i figli un ostacolo per i genitori, la famiglia un’istituzione che limita la libertà dei suoi membri”.

In una cultura caratterizzata da individualismo ed edonismo,
è quasi impossibile che un amore autentico possa mettere radici.

Una felicità quasi impossibile da raggiungere

In un mondo con questo tipo di relazioni personali, la meritata soddisfazione dell’amore sincero tende a scomparire, e con essa, l’amore stesso.

Come dimostrano, tra gli altri indicatori, le sale d’attesa sovraffollate degli psichiatri, la cultura odierna, carica di minacce a un sé eccessivamente esaltato e protetto, può deteriorare coloro che vi si sottomettono e, in definitiva, generare stanchezza, disillusione, indifferenza, apatia e sfortuna.

Al contrario, la felicità è legata alla perfezione della persona; ne è come un corollario o una risonanza nel soggetto.

E nessuno migliora come persona se non nella misura in cui ama con amore di propria volontà e, portando a compimento questo modo di amare, si dona, facendo dell’esaltazione e della felicità dell’altro – nel nostro caso, del coniuge – la vocazione e il senso della propria esistenza.

Pertanto,  la felicità di qualsiasi matrimonio è direttamente proporzionale all’impegno reciproco di coloro che lo compongono: alla decisione, alla profondità e al vigore con cui si amano .

La felicità è direttamente ed esclusivamente proporzionale
alla profondità e all’intensità con cui si ama,
a patto che si tratti di un amore autentico.

Amore e solo amore

E questo, a prescindere dalle circostanze che alcuni settori della civiltà odierna propongono con tanta enfasi come requisito imprescindibile per la felicità: salute, denaro, disponibilità di tempo e mezzi di svago, esperienze sempre più elaborate…

Alcune delle sequenze migliori del ormai classico  Shadowlands , in cui la grandezza e la pienezza dell’amore risaltano sullo sfondo della morte, riescono a trasmettere questo concetto con squisita sobrietà.

Il nostro frate Luis de León , a sua volta,   lo espresse con un tocco di serena poesia:

  • Allo stesso modo in cui è ricco un uomo che possiede uno smeraldo prezioso o un diamante prezioso, anche se non possiede nient’altro, e possedere questa pietra non significa possedere la pietra stessa, ma possedere in essa un tesoro in forma abbreviata;
  • Pertanto, una brava donna non è una donna, ma un tesoro inestimabile, e chiunque la possieda è ricco solo grazie a lei, e solo lei può renderlo beato e felice.

Proprio come un buon marito per sua moglie.

Uomini e donne
raggiungono la felicità reciproca
quando si amano veramente.

Non l’infatuazione,
ma l’amore autentico e altruistico
è in grado di sostenere un matrimonio
e rendere felici i coniugi.

(Continua)

Tomás Melendo / Lourdes Millán,
Presidente e Vicepresidente di Edufamilia
http://www.edufamilia.com
[email protected]

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Edufamilia es una asociación sin ánimo de lucro, nacida en el año 2005. Su fundador, Tomás Melendo, advirtió que una mejora en la calidad de las familias facilitaría la resolución de bastantes de los problemas que aquejan a la sociedad de hoy. Y, apoyado siempre por su mujer, decidió lanzarse a esta aventura que cuenta con casi veinte años de vida y con múltiples ediciones de los distintos cursos formativos: Másteres y Maestrías, Expertos, cursos más breves, conferencias, ciclos culturales, seminarios y otros programas educativos. Aunque las primeras ediciones tuvieron carácter presencial, actualmente se ha hecho un gran esfuerzo por promover la infraestructura virtual para adaptarse a los nuevos tiempos y que la formación en torno a la familia alcance al mundo entero.