03 Aprile, 2025

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L’evangelizzazione del Messico

500 anni di fede e trasformazione

L’evangelizzazione del Messico
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Gli uomini celebrano le date: i nostri compleanni, il nuovo anno o anniversari di eventi storici o personali. Quando questa data commemora una figura centenaria, la celebrazione tende a essere più grande.

Il 500° anniversario di un anniversario dovrebbe essere motivo di celebrazione.

Ebbene, oggi, 13 maggio 2024, commemoriamo l’arrivo dei cosiddetti “dodici apostoli” nelle terre della Nuova Spagna, nel 1524.

Furono i primi dodici francescani, inviati da Papa Adriano VI, che arrivarono nel Nuovo Mondo per conquistare sì, ma non terre, ma anime, per il proprio bene e per la maggior gloria di Dio.

Prima che arrivassero, rispondendo alle insistenze di Hernán Cortés nelle sue lettere al re chiedendo “uomini di fede”, erano almeno cinque religiosi: fin dall’inizio fu frate Bartolomé de Olmedo, religioso mercedario che accompagnò Hernán Cortés nel suo cammino il suo sbarco nella Nuova Spagna e che fu incaricato, tra molti altri compiti, di battezzare le 20 donne che i capi di Tabasco consegnò la scimmia agli spagnoli. Tra loro c’era Doña Marina, che giocò un ruolo così importante nell’emergere della Nuova Spagna e che fu la madre di uno dei primi meticci di quella terra, Don Martín Cortés Malintzin, nato nel 1522.

Il sacerdote Juan Díaz, cappellano della Marina, si unì alla spedizione di Cortés nel 1519.

Successivamente, nell’agosto del 1523, arrivarono tre francescani dal Convento di San Francisco nella città di Gand, nelle Fiandre, inviati dallo stesso Carlo I. Erano Fray Juan de Tecto, il sacerdote Fray Juan de Aora e Fray Pedro de Gante. Lego

Ma fu l’arrivo, in questo giorno, 500 anni fa, dell’arrivo di fra Martín de Valencia, la prima autorità ecclesiastica ad arrivare in Messico, insieme ad altri undici frati francescani: Francisco de Soto, Martín de la Coruña. Toribio de Benavente (soprannominato più tardi dagli indigeni “Motolinía”, per il suo attaccamento ai poveri), Luis de Fuensalida, Antonio de Ciudad Rodrigo, Juan Suárez, García de Cisneros, Juan de Ribas, Juan de Palos e Andrés de Córdoba, la pietra miliare che costituisce il vero inizio dell’attività evangelizzatrice e missionaria in Messico.

Senza dubbio fu uno di loro che quello stesso anno battezzò Cuauhtlatoatzin, dandogli il nome di Juan Diego, il quale, essendo il più umile dei suoi figli, ebbe l’onore di essere visitato da Nostra Signora Santa Maria di Guadalupe e di ricevere l’incarico di Nella pianura del Tepeyac doveva essere costruita una “casa sacra”.

Quei 12 uomini, che impressionarono gli indigeni per la loro semplicità e povertà, realizzarono le parole che Gesù disse ai suoi apostoli prima di ascendere al cielo:

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creazione”.

E senza dubbio in essi si sono adempiuti almeno alcuni dei segni profetizzati dal Signore:

“Cacceranno i demoni nel mio nome”, poiché furono loro a scacciare molte delle divinità idolatre che portarono quelle persone a commettere crimini atroci contro bambini e adulti.

“Parleranno lingue nuove”, senza dubbio una cosa che caratterizza i missionari di tutti i tempi è che la prima cosa che fanno è imparare le lingue locali, in nessun caso cercano di eliminarle, ma sanno che l’evangelizzazione deve essere inculturata , essendo la lingua locale la prima via per raggiungere il numero massimo di abitanti.

“Imporranno le mani e saranno guariti”, non sappiamo se i dodici apostoli della Nuova Spagna riuscirono a guarire i corpi, ma senza dubbio portarono la guarigione a migliaia di anime.

Questi dodici uomini avevano il compito di portare il seme del Vangelo nella terra del Messico. La loro dedizione, la loro costante difesa di tutti gli abitanti della Nuova Spagna e, senza dubbio, l’appoggio che sempre ricevettero dal cielo, compresa la venuta della stessa Vergine Maria nel dicembre del 1531, fecero sì che il Messico, primo dell’America Latina, diventasse luogo di lode e di benedizione al “Dio verissimo nel quale si vive”.

Non possiamo che esclamare, come Benedetto

È meraviglioso ciò che il Signore riesce a fare con soli dodici uomini dotati di fede sufficiente.

Meno male. Grazie per questi 500 anni di cristianesimo e per la presenza dell’Eucaristia e della Vergine Maria, madre di Dio e madre di tutti gli uomini in America.

Nacho Calderón Castro

Nacho es el fundador y director del Instituto de Neuropsicología y Psicopedagogía Aplicadas (INPA) en Madrid, España y forma parte del equipo de Neurological Rehabilitation International Consultants, dirigiendo su centro en Laredo, Texas, tareas que compatibiliza impartiendo conferencias en centros de enseñanza, desde jardines de infancia hasta universidades. Ha sido colaborador con con el programa de radio La Mañana de COPE, dirigido por Javi Nieves durante los cursos 2012 – 2014 y es profesor del Instituto de Estudios Familiares – IDEFA. En el año 2013 fue llamado por el Dr. Unruh para continuar su labor en Estados Unidos. Para realizar tal tarea y en reconocimiento a su trayectoria profesional, el gobierno de aquel país le ha concedido el visado 01, otorgado a personas con “habilidades extraordinarias”. Desde mayo de 2017 Nacho ha trasladado esta consulta a Pachuca, en el estado de Hidalgo, en México, y de ese modo trabaja junto con Iliana Guevara Rivera, con quien comparte una trayectoria profesional desde noviembre de 1992. Nacho Calderón atiende por tanto a pacientes en México a lo largo de tres meses al año – febrero, junio y octubre -, dedicando ocho meses a la atención de pacientes en España. Licenciado en Psicología, comenzó su labor profesional en los Institutos para el Logro del Potencial Humano en Filadelfia, junto con Glenn, Janet y Douglas Doman, donde estuvo durante dos años completos. Durante este periodo atendió a familias en Filadelfia, Fauglia (Italia) y Tokio (Japón). A su regreso a España en 1995, fue co-fundador de la asociación Institutos Fay para la Estimulación Multisensorial. Nacho trajo el primer Audiokinetron (para el tratamiento Bèrard) que hubo en nuestro país. En 1997 comenzó su formación como evaluador con el método IRLEN, tras su paso por el IRLEN Center de Helen Irlen en California, se convirtió en 1999 en el responsable de dicho método en la península. En el curso de 1997-98, completó su formación en reflejos primitivos de la mano de Peter Blythe y Sally Goddar. Más tarde continuaría su formación junto con Kjelt Johansen, Harald Blomberg y Beatriz y Sonia Padovan. Ha sido instructor KUMON durante más de 10 años y ha dado conferencias en Bélgica, Italia, Alemania y Reino Unido. Nacho ha sido profesor en el Master de diseño infantil en espacio y producto del Instituto Europeo de diseño y en la actualidad compagina toda su labor clínica con la formación en el Master para la formación del profesorado de la Universidad Rey Juan Carlos.